Chi era: Religioso
Vita: San Ginesio (Campanelle), 1912 – Roma, febbraio 1969
Isladio Della Vecchia, in religione Padre Giovanni, nacque nella frazione di Campanelle da Enrico e Anna Bordi. Era il terzogenito di una famiglia numerosa: i fratelli maggiori, Florindo e Duilio, erano nati in Argentina durante l’esperienza migratoria del padre, e il primogenito sarebbe poi diventato rappresentante consolare d’Italia a Santa Fé. Due sorelline morirono in tenera età, mentre l’ultimo dei fratelli, Glorio, cadde giovanissimo da partigiano nel 1944, non lontano dalla casa paterna.
Isladio avvertì presto la chiamata del Signore e scelse di entrare nel Terzo Ordine Regolare dei Francescani del suo paese natale. Compì gli studi ginnasiali e l’anno di noviziato presso il seminario serafico di Sant’Antonio da Padova a Francavilla d’Ete (AP). Completò rapidamente gli studi, prima a San Ginesio e poi ad Assisi, dove il 20 gennaio 1935 fu ordinato sacerdote, assumendo il nome di Padre Giovanni.
Dopo l’ordinazione fu nominato prefetto dei ragazzi del seminario serafico di Francavilla. Solo due anni più tardi venne chiamato a Roma, presso la Curia Generalizia, come viceparroco della Basilica dei Santi Cosma e Damiano. Qui visse gli anni difficili della seconda guerra mondiale, maturando come religioso e come uomo. In quegli stessi anni fu guida spirituale del cavaliere Ernesto Apuzzo, sostenendolo nella nascita e nello sviluppo della Società Tirrena di Assicurazione e Capitalizzazione.
Padre Giovanni divenne per quella comunità un punto di riferimento: amico, consigliere e voce del Vangelo, capace di interpretare i bisogni dell’uomo moderno. Sempre in questo spirito fondò la società cinematografica PAX Film e collaborò con il Ministro generale dell’Ordine, Padre Giovanni Parisi, al restauro e all’ammodernamento della Curia Generalizia.
Nel 1944, in assenza di un parroco per la chiesa presente nella sua frazione d’origine, l’attuale chiesa di San Giovanni Battista, accompagnò i capi famiglia della zona dal parroco della Pieve Collegiata, così da tracciare i confini per erigere una nuova parrocchia a Campanelle.
Nel 1947 tornò nella sua Provincia religiosa come Superiore del seminario serafico di Massa Martana (Perugia), promuovendone la ristrutturazione. L’anno successivo fu eletto Ministro Provinciale, incarico che ricoprì per nove anni. In questo periodo dotò la Provincia di nuovi conventi e seminari, aprì scuole e fondò una missione in Paraguay, incoraggiando così anche le altre Province francescane a potenziare le attività missionarie, soprattutto in America Latina.
La sua opera più ambiziosa fu il ritorno del Terzo Ordine Regolare a Milano, dove era assente da due secoli, dai tempi delle soppressioni giuseppine. I primi contatti con l’arcivescovo Giovanni Battista Montini (futuro papa Paolo VI) portarono all’apertura di una nuova parrocchia nella periferia della città. Il 7 ottobre 1959, in zona Cascina Arzaga, sorse la prima struttura provvisoria, una baracca di legno che divenne la sede della nuova comunità francescana. Il 2 giugno 1960, anno del venticinquesimo anniversario del suo sacerdozio, il cardinale Montini eresse ufficialmente la parrocchia dei Santi Patroni d’Italia (San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena), nominando Padre Giovanni primo prevosto.
Con grande determinazione, Padre Giovanni avviò la costruzione del vasto complesso parrocchiale, comprendente la chiesa, l’abitazione dei religiosi, gli spazi per l’oratorio e un moderno pensionato per studenti e lavoratori. L’insieme prese il nome di Oasi di San Francesco, intesa come luogo di incontro e ristoro spirituale nella metropoli. Nel 1967 il complesso era ormai quasi ultimato, simbolo della sua visione coraggiosa e della sua capacità organizzativa.
Sempre animato dallo spirito francescano e attento ai segni del Concilio Vaticano II, Padre Giovanni partecipava al Capitolo Generale dell’Ordine a Roma quando, nel febbraio 1969, fu colto dalla morte. La notizia ebbe ampia eco sulla stampa: alla sua salma, composta nell’umile saio, resero omaggio persone semplici e autorità, tra cui il cardinale Colombo, arcivescovo di Milano, che volle che il fondatore della parrocchia fosse sepolto nella chiesa dei Santi Patroni d’Italia. Oggi la sua tomba, una pietra grezza con bassorilievo raffigurante Cristo sacerdote tra angeli osannanti, ricorda Padre Giovanni Della Vecchia, “che curò la costruzione di questa casa, fu prevosto e vera guida del gregge, per la grandezza del cuore”.